- Il video del poliziotto che viene accerchiato, malmenato, colpito con un martello e quasi ammazzato di botte è un punto di svolta. Un punto di non ritorno. Per le violenze degli antagonisti e, si spera, anche per la risposta dello Stato. Che deve essere durissima.
- Mi chiedo, pensando anche al caso di Rogoredo: secondo voi, in questa situazione, il poliziotto avrebbe potuto sparare? Secondo me sì. Ma nel maledetto e contorto ragionamento dei sinistri, gli stessi che ancora oggi elogiano Giuliani il lanciatore di estintori, evidentemente no.
- Mattarella ha telefonato a Piantedosi e espresso solidarietà alle forze dell'ordine. Troppo facile, signor Presidente. Mi dispiace ma quando lei criticò la polizia per le manganellate agli studenti di Pisa, manganellate più che legittime, altro non ha fatto che alimentare la sete di violenza di questi gruppi di antagonisti, centri sociali e piccoli violenti.
- Fa bene Meloni a sostenere che questi sono nemici dello Stato.
- Un amico poliziotto mi fa notare questo: che la violenza che oggi vediamo non è nulla di nuovo, anzi. È la solita storia. Molti degli antagonisti in piazza sono già stati fermati, denunciati, processati. Ma alla fine se la cavano sempre con un buffetto. L'unico modo per far capire ai giudici cosa significa per gli agenti ritrovarsi in mezzo a quella furia, forse, è fare in modo che oltre i funzionari di polizia in strada ci siano anche i magistrati. No?