Prisencolinensinainciusol, il folle brano di Celentano che ha stregato l'Europa e gli Usa

Scritto il 01/02/2026
da Tommaso Giacomelli

La storia del brano più folle di Adriano Celentano, capace di conquistare il mondo parlando un inglese inventato. Il mito di Prisencolinensinainciusol

L’inglese non è più un tabù, le radio italiane hanno imparato a metabolizzare gli stornelli dei Beatles e Rolling Stones già da tempo, e i grandi successi che provengono dall’America e dal Regno Unito sono stabili nelle frequenze ascoltate lungo lo Stivale. Tuttavia, la canzone nostrana classica e melodiosa ha sempre la sua schiera di fedelissimi instancabili. Siamo nel 1972 e il grande pubblico però non è ancora pronto del tutto a un pezzo rivoluzionario, fuori dagli schemi e totalmente originale, proprio come quel genio conturbante che l’ha ideato: Prisencolinensinainciusol di Adriano Celentano. Inciso nel 45 giri che aveva come lato b “Disc Jokey”, è quanto di più folle il Molleggiato abbia regalato alla storia della musica. Un testo sconnesso, in un inglese maccheronico, ma dalla base frizzante, briosa e ballabile. Inevitabile il successo, ma il percorso di questa singolare canzone non è stato affatto lineare.

L’apprendistato all’estero

Gli antichi dicevano nemo propheta in patria, oddio, non un proverbio così calzante dato il calibro di Celentano, popolarissimo oltre modo in Italia e all’estero, ma come spesso capita la sua creatura, Prisencolinensinainciusol, è stata compresa con più rapidità fuori dall’orticello di casa. Le sonorità rock’n’roll e il testo orecchiabile hanno facilitato l’ingresso di questo brano nella top ten di moltissime nazioni, a partire dalle vicine Francia, Belgio e Olanda, ottenendo discreti risultati anche in Germania, dove il Molleggiato era già celebre e apprezzato.

Una proficua scalata è quella negli Stati Uniti, impresa tutt’altro che semplice per un cantante italiano, dove la stravagante composizione del nostro ragazzo della via Gluck registrò un prestigioso balzo nella top 70. Quella sorta di embrione rap che si può ammirare nello sconclusionato "celentan-english" del testo, anticiperà di una decina di anni un fenomeno che negli States troverà terreno fertile. Similare il destino nel Regno Unito, che accolse questo brano con vivace entusiasmo, trovando spesso spiraglio nelle rotazioni radiofoniche e asilo, soprattutto, nei club dove si ritaglò un ruolo di culto nell’underground, grazie all’originalità linguistica e al groove funk.

Il successo in Italia

In Italia Prisencolinensinainciusol ci mette un po’ a carburare, ma quando l’ondata di popolarità arriva l’esplosione è fragorosa. Ci vogliono dei passaggi televisivi in Rai per entrare nella testa e nel cuore degli italiani. Prima a Formula Due, poi, quello decisivo a Milleluci, quando Celentano va ospite da Raffaella Carrà. Adriano nella cornice del piccolo schermo spiega il significato di questa canzone, all’apparenza incomprensibile, affermando che uno dei grossi ostacoli della società dell'epoca fosse l’incomunicabilità: “Io ho capito che oggi nel mondo non ci capiamo più. Proprio è difficile, non c'è dialogo ormai… è rimasto solo lo sguardo, un po' afflitto. E quindi ho ritenuto opportuno fare una canzone sul tema, cioè sviluppando il tema dell'incomunicabilità... noi non comunichiamo, siamo Incom, come un vecchio telegiornale, che c'era prima… Ho voluto sviluppare questo tema lasciando come riferimento una sola parola, che vuol dire 'Amore universale'… Se voi dovete fare un gesto d'amore verso qualcuno basta che diciate Prisencolinensinainciusol…”. Subito dopo parte un di ballo di gruppo scatenato, con il Molleggiato che dà vita a uno spettacolo indimenticabile.

Raffaella Carrà e Adriano Celentano a Milleluci

Nonostante Celentano canti in modo duro, scelta dettata dalla profondità del tema, il brano si fa largo a spallate nella classifica dei motivi più gettonati del 1974, battagliando con “Anima mia” dei Cugini di Campagna, “La collina dei ciliegi” di Lucio Battisti, “E tu” di Claudio Baglioni e “Alle porte del sole” di Gigliola Cinquetti. Si ferma alla posizione numero tre della graduatoria dei dischi più venduti, il suo picco massimo nel Belpaese. Non ha toccato la vetta ma poco male, perché a distanza di cinquantaquattro anni dall’incisione questo brano sa scaldare gli ascoltatori come pochi altri, come se il tempo non fosse mai passato. Questo non capita a fenomeni passeggeri ma a chi entra nel mito, proprio come Celentano e la sua bizzarra e autentica Prisencolinensinainciusol, all right.