Sbattuta contro una trave e uccisa. I resti umani trovati il primo gennaio in una torre diroccata a Vitriola di Montefiorino, sull’appennino modenese, appartengono a Daniela Ruggi, 32 anni, misteriosamente scomparsa 15 mesi prima. La conferma arriva dall’esame del dna trovato sul teschio, una ciocca di capelli e un reggiseno abbandonato sulla scena del crimine.
Gli accertamenti eseguiti a Milano dall’anatomopatologa Cristina Cattaneo non lasciano dubbi sull’identificazione del cadavere e sulla sua morte. Unico indagato della scomparsa, in questi mesi, un vecchio amico, Domenico Lanza, 68 anni, detto lo «sceriffo» per la passione per le armi e i cappelli da cowboy. L’uomo si è sempre dichiarato innocente. Su di lui i sospetti della Procura dopo aver mostrato in diretta a Chi l’ha visto? alcuni indumenti intimi lasciati a casa sua dalla donna. Interrogato, l’uomo spiega che Daniela viveva in un’abitazione senz’acqua. «Ha solo l’elettricità e spesso viene da me a lavarsi», mette a verbale. «Se le avessi fatto del male - continua - avrei portato i suoi abiti in giro? Con la sua sparizione non c’entro niente».
Non basta e viene iscritto nel registro degli indagati. La sua abitazione a San Martino di Polinago posta sotto sequestro. Durante la perquisizione i carabinieri trovano delle pistole che Lanza sostiene appartenevano al padre defunto. La detenzione illegale di armi gli vale un anno e mezzo di carcere. Pena poi decaduta. Lo «sceriffo» torna in libertà ma la sua casa viene dissequestrata solo pochi giorni fa. «Sono passati quattordici mesi da quando me ne sono andato. Dopo la perquisizione ho trovato la mia casa ammalorata, cassetti e armadi aperti, i soffitti pieni di muffa - spiega Lanza -. In questo stato non è abitabile, ho bisogno di aiuto». Nel mirino degli inquirenti finisce anche il fratello di Daniela, Alberto. Una testimone racconta di averlo visto strattonare la sorella in più di un’occasione. Alberto si difende: «Era in condizioni precarie ma ha sempre rifiutato il mio aiuto.
Quando non è rientrata ho subito denunciato la sua scomparsa». I sospetti su di lui cadono.
Ma cosa è accaduto quel 18 settembre del 2024 alla Ruggi, persona ai limiti, a tratti borderline? È un mercoledì, la donna viene dimessa dall’ospedale di Sassuolo dove si era recata per alcuni accertamenti clinici. La riportano a casa dei volontari in ambulanza.
Da quel momento di lei non si sa più nulla. È lo stesso sindaco di Montefiorino, Maurizio Paladini, a rivolgersi ai carabinieri per avviare le ricerche in tutta la zona.
Ma nessuna traccia fino alla macabra scoperta di due escursionisti. Perché nessuno è entrato nella vecchia torre abbandonata?
«Attendiamo di poter conoscere i dettagli per capire quello che è accaduto a Daniela, le dinamiche che hanno portato a un epilogo così triste», spiega l’avvocata Deborah De Cicco, legale del fratello di Daniela. «Il mio assistito continua - è stato convocato nel pomeriggio di venerdì affinché gli venisse comunicata questa drammatica notizia». «La madre e la sorella di Daniela sono sconvolte», racconta l’avvocato Guido Sola, legale della famiglia.
