Franco Vacchina, il commerciante di pneumatici di 60 anni al volante della Porsche lanciata a 212 km/h che uccise la 20enne Matilde Baldi, si trova ora agli arresti domiciliari.
L'accusa, secondo la quale l'indagato avrebbe anche cercato di inquinare le prove, ritiene che l'imprenditore stesse guidando a folle velocità perché impegnato in una gara con un'altra Porsche non direttamente coinvolta nel terribile sinistro a causa del quale è morta la studentessa originaria di Monterosso d'Asti. Per questo motivo, infatti, risulta indagato anche il conducente del secondo bolide, ovvero il 47enne Davide Bertello.
Stando alla ricostruzione effettuata dagli inquirenti, in quel tragico giovedì 11 dicembre, Vacchina e Baldi avevano ingaggiato una vera e propria gara di velocità, che era iniziata prima sulle strade di Asti e poi proseguita lungo l'Autostrada 33 Asti-Cuneo. La Porsche con targa tedesca di proprietà del commerciante di pneumatici astigiano, lanciata a 212,39 chilometri orari, travolse la Fiat 500 a bordo della quale si trovavano sia la giovane studentessa di Economia e Commercio e giocatrice di pallavolo Matilde Baldi che la madre di quest'ultima Elvia Pia.
La city car, al volante della quale si trovava quest'ultima, era stata tamponata dal bolide dell'imprenditore 60enne, e a causa del violentissimo impatto Matilde aveva sbattuto la testa all'interno dell'abitacolo, rimanendo ferita in modo grave. Dopo lo schianto, il conducente della seconda Porsche Davide Bertello decise di fuggire a tutta velocità per allontanarsi dal luogo dell'incidente ed evitare di restare coinvolto nelle conseguenze legali dello stesso.
Le due donne erano state immediatamente soccorse e trasportate d'urgenza in ospedale, dove le condizioni di Matilde avevano destato fin da subito la preoccupazione del personale medico. Trasferita in codice rosso presso il nosocomio di Alessandria, la giovane era rimasta ricoverata per cinque giorni nel reparto di Rianimazione. Nonostante i tentativi di salvarle la vita, è deceduta il 16 dicembre 2025. Elvira Pia, ferita invece in modo serio al volto, è stata sottoposta ad alcuni interventi chirurgici prima di uscire dall'ospedale.
Il provvedimento di fermo, eseguito dalla polizia stradale di Bra su disposizione della procura della Repubblica di Asti, è arrivato alla conclusione della prima fase delle indagini da parte degli inquirenti finalizzata alla ricostruzione dell'esatta dinamica del sinistro: Vacchina dovrà difendersi ora dall'accusa di omicidio stradale.
