Un angelo con il volto della premier Giorgia Meloni. Accade a Roma, precisamente nella Basilica di San Lorenzo in Lucina, dove di recente sono stati effettuati alcuni lavori di manutenzione e restauro. Qualcuno, forse un visitatore, ha notato che una delle due figure angeliche effigiate sulla parete ai lati del busto marmoreo di Umberto II di Savoia avrebbe i lineamenti del viso somiglianti a quelli della presidente del Consiglio.
L'angelo con il volto di Meloni
A riportare la segnalazione è il quotidiano La Repubblica. Secondo quanto ricostruito, prima del restauro, il monumento funebre di Umberto II era affiancato da due angeli, entrambi con i tratti di un cherubino generico. Oggi uno di essi ricorda i lineamenti di una figura femminile alata che regge un cartiglio su cui è disegnato lo Stivale. Da qui la bizzarra suggestione sulla somiglianza con Giorgia Meloni.
Chi è il restauratore che ha fatto l'intervento
A quanto emerso, l'intervento non sarebbe stato eseguito dai restauratori professionisti impegnati nel rifacimento di altre aree della basilica, bensì da un volontario, Bruno Valentinetti. Lo si evince da una firma visibile sul cartiglio e riportante, per l'appunto, il suo nome. L'uomo viene descritto come un sacrestano e decoratore, presente in chiesa ogni mattina dalle 8 alle 12. Da una ricerca in Rete risultano altri lavori, quasi tutte opere ecclesiali, attribuite a Valentinetti, come la decorazione della stessa cappella nel 2002. Avrebbe collaborato anche alla realizzazione di alcune raffigurazioni ornamentali presso la residenza di Macherio di Silvio Berlusconi. Infine, in passato, si sarebbe candidato in politica con La Destra - Fiamma Tricolore nel I Municipio di Roma.
Il restauratore: "Opera rifatta come 25 anni fa"
La vicenda ha sollevato alcuni interrogativi sulle modalità dell'intervento nella basilica e sui controlli da parte della Sovrintendenza incaricata di sorvegliare i restauri. Ma il restauratore, interpellato dai giornalisti, ha fugato ogni dubbio circa la suggestiva somiglianza tra le fattezze dell'angelo e la premier: "Ve la inventate voi. Io non noto nessuna somiglianza, ho fatto solamente quello che c'era prima e basta. - ha spiegato Valentinetti - Sono io che ho fatto il restauro e il lavoro è stato concluso qualche mese fa. Quello che vedete però c’era anche 25 anni fa perché io ho restaurato un'opera di 25 anni fa. Sapete cosa vuol dire restaurare? Significa rifare quello che c'era prima quindi 25 anni fa c'era quello che vedete oggi". E ancora: "C'è stato sempre l'assenso della Sovrintendenza perché il parroco della Basilica, - ha precisato - ha dato comunicazione e ha fatto vedere il mio curriculum". Infine, ha concluso Valentinetti: "Ognuno ci vede quello che vuole. Se siete contenti, fatelo. È il volto di un angelo. Se mi sono ispirato a persone viventi? No, sono tutti morti. Sono stati fatti altri nomi. C'è anche chi dice che l'altro angelo è Conte".
La reazione di Giorgia Meloni
Immediata la reazione di Giorgia Meloni che sui social ha ironizzato: "No, decisamente non somiglio a un angelo".
La riposta della soprintendenza e del vicariato
"Su indicazione del ministro Giuli abbiamo fatto un sopralluogo su quest'opera che risale al 2000, dunque non è un bene culturale e non è sottoposta a tutela. Già da lunedì ho dato incarico ai miei funzionari di fare una ricerca in archivio per capire attraverso le fotografie se vi sia stata una trasformazione rispetto al dipinto del 2000". Così la soprintendente speciale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Roma, Daniela Porro, a margine del sopralluogo nella Basilica di San Lorenzo in Lucina, dove sta facendo discutere l'affresco di un angelo dal volto molto somigliante a Giorgia Meloni. "Ci risultano delle comunicazioni del rettore della chiesa del 2003 circa delle infiltrazioni che hanno danneggiato la decorazione e che richiedevano non un restauro, perché non è un bene culturale, ma un ripristino. Se sia opportuno rappresentare il volto della presidente del Consiglio in una chiesa? Questo non attiene alle mie competenze. Verificheremo se ci sono delle responsabilità", ha aggiunto Porro.
Riguardo al restauro della decorazione pittorica della cappella del Crocifisso nella chiesa di San Lorenzo in Lucina a Roma la "modifica del volto del cherubino è stata un'iniziativa del decoratore non comunicata agli organismi competenti". Così il Vicariato di Roma in una nota in cui precisa che "sia la Sovrintendenza sia l'ente proprietario (Fec), oltre all'Ufficio per l'edilizia di culto del Vicariato di Roma, erano al corrente dal 2023 di un'azione di restauro "senza nulla modificare o aggiungere" (dalla mail condivisa) sull'affresco in questione di recente fattura (anno 2000)"."Il Vicariato si è impegnato ad approfondire la questione con il parroco monsignor Daniele Micheletti e a valutare eventuali iniziative", conclude la nota.
Rifondazione comunista: "Culto della personalità da regime"
"Siamo ormai oltre la propaganda! Con la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, immortalata come un angelo in un affresco in una basilica romana, siamo entrati ufficialmente nella fase del misticismo di Stato o, per meglio dire, del culto della personalità in salsa parrocchiale". Lo dichiara in una nota Giovanni Barbera, membro della direzione nazionale di Rifondazione Comunista. "Vedere la premier ritratta con le ali tra le navate - prosegue Barbera - trasuda un servilismo d'altri tempi. È ironico che, mentre il governo taglia lo stato sociale e precarizza il lavoro, la sua leader venga raffigurata come una creatura celeste. Evidentemente, non potendo garantire il paradiso in terra agli italiani, hanno deciso di prenotare almeno un posto in quello dipinto". Secondo l'esponente del Prc, "siamo di fronte a un kitsch autoritario che cerca una legittimazione divina per coprire le miserie terrene della destra. Ci chiediamo quale sarà il prossimo passo: la Meloni che moltiplica i pani e i pesci solo per le famiglie tradizionali o il suo volto impresso sulla Sindone di Palazzo Chigi? Se questa è la 'nuova egemonia culturalè, siamo alla farsa agiografica degna di una monarchia assoluta. L'unico miracolo che riconosciamo a questo governo - conclude Barbera - è quello di aver trasformato la politica in un'operazione di marketing mistico, mentre il Paese reale non arriva alla fine del mese. La premier scenda dai muri e si occupi dei problemi terreni".
