La Procura di Napoli ha notificato un avviso di garanzia ai sei sanitari dell'ospedale Monaldi indagati in relazione al trapianto di cuore fallito dello scorso 23 dicembre, costato la vita al piccolo Domenico. Gli avvisi contengono ancora la vecchia ipotesi di reato (lesioni colpose gravi) ma questa verrà aggiornata con la comunicazione dell'esame autoptico e i medici dovranno rispondere di omicidio colposo.
Ma per il legale della famiglia non basta: "A parere di questa difesa si spera che una volta concluse le indagini si proceda per omicidio volontario, non per omicidio colposo, perché dall'esame della cartella clinica ci sono tutti i presupposti che fanno che sì che si configuri il dolo eventuale", ha detto a 4 di Sera Weekend l'avvocato Francesco Petruzzi, "È plausibilissimo il confugamento del dolo eventuale che comporta l'omicidio volontario, non l'omicidio colposo".
Secondo quanto confermato, gli investigatori hanno disposto il sequestro della salma del piccolo Domenico. Al termine dell'autopsia è previsto il sequestro del muscolo cardiaco in vista degli accertamenti medici che verranno disposti dagli inquirenti. Non si escludono nuove iscrizioni nel registro degli indagati, in particolare quando giungeranno a Napoli le risultanze dell'inchiesta parallela avviata dalla Procura di Bolzano.
Tra gli indagati figura anche il cardiochirurgo Guido Oppido, che aveva eseguito l’intervento. I legali del medico, Alfredo Sorge e Vittorio Manes, hanno diffuso una dichiarazione in cui esprimono la loro posizione rispetto alla vicenda: "Siamo convinti sin d'ora che ha fatto tutto ciò che era professionalmente doveroso, e tutto quanto era umanamente possibile, per salvare la vita del piccolo Domenico, peraltro lottando contro il tempo e contro i minuti". I legali del cardiochirurgo hanno aggiunto: "Di fronte al dramma di questo bimbo e al dolore della famiglia, c'è solo un sentimento immediato di cordoglio, commozione, e profondo rispetto per la madre e per i familiari tutti: come difensori del dottore Guido Oppido, attendiamo fiduciosi la ricostruzione degli eventi che gli inquirenti e gli accertamenti tecnici sapranno certamente offrire".
Dal canto suo, il legale della famiglia del bambino, Francesco Petruzzi, ha tenuto a sottolineare: "Il dottor Guido Oppido, fino a ieri curante del piccolo Domenico e presente in tutte le ultime fasi della sua vicenda, stamattina non era neanche presente in ospedale a manifestare cordoglio alla famiglia. Siamo sconcertati dalla nota che abbiamo letto". La difesa della famiglia ha sottolineato che la rimozione dall’incarico è avvenuta soltanto il giorno precedente al decesso, evidenziando che il medico "è stato presente in tutte le fasi, partecipando anche alle riunioni dell'Heart Team e ha orientato tutte le decisioni cliniche sul bambino. Excusatio non petita, accusatio manifesta”. Infatti, ha aggiunto, "il dottor Oppido è stato rimosso dall'incarico ieri solo dopo espressa richiesta della famiglia, in sede di pianificazione delle cure palliative, che è stata richiesta con istanza dalla difesa".
