Da Leone schiaffo ai progressisti. "L'aborto grande distruttore di pace"

Scritto il 01/02/2026
da Nico Spuntoni

Il Papa cita Madre Teresa e sferza chi non difende la vita di chi viene al mondo

"Il più grande distruttore della pace è l'aborto". Sono parole chiare quelle che Leone XIV ha utilizzato ieri per ribadire il magistero della Chiesa in difesa della vita sin dal grembo materno. Una citazione del discorso più politically incorrect mai fatto ad una cerimonia di consegna del premio Nobel per la pace. Il 10 dicembre 1979, infatti, Madre Teresa di Calcutta accettò il prestigioso riconoscimento assegnatole pronunciando parole che lasciarono attonita la platea nell'Aula Magna dell'Università di Oslo. La santa degli ultimi ribadì la stessa condanna di fronte all'allora presidente americano Bill Clinton e a sua moglie Hillary al National Prayer Breakfast di Washington nel 1994. Ieri Leone XIV, incontrando in Sala Clementina i partecipanti al convegno "One Humanity, One Planet" promosso da New Humanity e dal Politics for Unity Movement (Mppu), ha esaltato l'esempio di Madre Teresa. "La sua voce rimane profetica", ha detto il Papa spiegando che "nessuna politica può porsi a servizio dei popoli se esclude dalla vita coloro che stanno per venire al mondo, se non soccorre chi è nell'indigenza materiale e spirituale". Il monito papale è stato indirizzato ad un centinaio di giovani provenienti da tutto il mondo che hanno partecipato questa settimana ad un convegno dedicato alla leadership futura. "Non ci sarà pace senza porre fine alla guerra che l'umanità fa a sé stessa quando scarta chi è debole", ha sentenziato il Papa avvertendo che "solo chi ha cura dei più piccoli può fare cose davvero grandi".

Non è la prima volta che il Pontefice americano si esprime in questi termini sull'argomento. Lo scorso 9 gennaio aveva detto al Corpo diplomatico accreditato che la Santa Sede "esprime profonda preoccupazione in merito ai progetti volti a finanziare la mobilità transfrontaliera finalizzata all'accesso al cosiddetto diritto all'aborto sicuro" aggiungendo di ritenere "deplorevole che risorse pubbliche vengano destinate alla soppressione della vita, anziché essere investite nel sostegno alle madri e alle famiglie". Più di recente, inoltre, Leone aveva inviato un messaggio ai partecipanti della March for Life 2026 negli States confermando il suo "sentito apprezzamento" e la "vicinanza spirituale" per l'iniziativa. D'altra parte l'impegno pro-life contrassegna la storia personale di Prevost sin dalla gioventù. Negli anni Settanta, da studente di matematica alla Villanova University di Philadelphia, fu tra i fondatori del club Villanovans for Life e la sua partecipazione ad una marcia nazionale per la vita a Washington è stata ricordata dopo l'elezione da una sua ex compagna di corso.

Le parole di ieri del Papa danno più forza ad iniziative come quella di monsignor Antonio Suetta, il vescovo di Ventimiglia-Sanremo ferocemente criticato per aver iniziato a far suonare ogni sera una campana della Curia in memoria dei bambini non nati. Nei giorni scorsi l'associazione Pro Vita & Famiglia ha consegnato al presule oltre 45mila firme di cittadini solidali con lui per gli attacchi subiti. I toni netti usati ieri in Sala Clementina da Leone XIV sono molto differenti dalla posizione soft di monsignor Vincenzo Paglia che, a domanda specifica proprio sulla "Campana dei bambini non nati" di Ventimiglia-Sanremo, si era smarcato da Suetta dicendo di preferire far suonare le campane "per i vecchi".