"La marcia indietro sull'auto non basta. Neutralità tecnologica è la parola d'ordine"

Scritto il 01/02/2026
da Pierluigi Bonora

L’assessore lombardo, Guido Guidesi: "Rotto il fronte ideologico, ma dovremo lottare ancora"

«Come Lombardia continueremo a lavorare su proposte emendative per modificare ulteriormente il regolamento riguardante i parametri di prestazione in materia di emissioni CO2 per i nuovi veicoli. Un lavoro che condivideremo con costruttori, componentisti, istituzioni, regioni europee ed europarlamentari».
Al primo Tavolo automotive del 2026, convocato dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, è intervenuto anche Guido Guidesi, assessore allo Sviluppo economico della Lombardia e presidente uscente dell’Alleanza tra le Regioni automotive europee.
«L’impostazione del lavoro da svolgere che ho descritto precisa Guidesi - credo sia l’unico modo di giocarci le ultime speranze di salvare l'industria automotive in Europa, evitando il suicidio economico più grande della storia».

Assessore Guidesi, da un mese la presidenza dell’Alleanza tra le Regioni automotive europee è passata al Grand-Est. Tracci un bilancio del lavoro che lei ha svolto.
«L’impegno è stato forte.
C'è stata un’attività tecnico propositiva anche dal punto di vista diplomatico per cercare di portare tutti sulle nostre posizioni e convincere soprattutto i tedeschi. Abbiamo rotto il fronte ideologico, per cui il risultato è stato positivo».

Il ministro Urso, costituito l’asse Italia-Germania, ha dichiarato di voler “ingaggiare” anche la Francia: un triangolo decisivo per far cambiare rotta a Bruxelles?
«Al Consiglio Ue gli Stati e i governi hanno la possibilità di dire quello che pensano e di trovare ulteriori correttivi a ciò che la Commissione ha presentato in dicembre, proposte che non bastano per salvare l’industria automotive. Quindi, il dibattito in Europarlamento. Quello che abbiano detto al Tavolo, anche in rappresentanza di tutte le altre Regioni, è che forniremo il contributo necessario dal punto di vista tecnico e l’impegno, sotto l’aspetto diplomatico, a favore della piena neutralità tecnologica».

Al vertice dell’Alleanza euIMPEGNO L’assessore allo sviluppo lombardo, Guido Guidesi ropea ora c’è il Grand Est.
«È una Regione francese che ospita stabilimenti e anche insediamenti riguardanti la componentistica. Continueremo a sostenere questa Alleanza in modo attivo. Il passaggio della revisione del regolamento sulla CO2 in sede di Parlamento Ue è fondamentale per determinare una speranza di futuro dell'industria. Ripeto: dobbiamo continuare a essere una squadra».

Il mese decisivo?
«Non lo sappiamo ancora.
Siamo in attesa della calendarizzazione della discussione parlamentare Ue. Credo, comunque, che entro aprile si saprà se, rotto il fronte ideologico, ci sarà un’apertura a realtà, economia e lavoro.
L’industria automotive deve essere posta nelle condizioni di avere un futuro».

Dalla presidente “banderuola” della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, che tipo di atteggiamento si aspetta?
«Non mi sembra che adesso si trovi tra due fuochi, nel senso che finalmente anche la rappresentanza del Partito popolare e dei tedeschi è arrivata sulle nostre posizioni. È il momento di capire chi sta dalla parte del lavoro e chi contro».

Al Tavolo ministeriale ha parlato anche il capo europeo di Stellantis, Emanuele Cappellano. Fiducioso sul rilancio concreto del gruppo?
«La nuova gestione guidata da Antonio Filosa non può far altro che migliorare la situazione. Vediamo se rispetteranno le parole date. Attendiamo il piano industriale del prossimo 21 maggio. Bruxelles deve però mettere nelle condizioni i costruttori di essere competitivi. In Italia, inoltre, c’è anche il problema del costo energetico».

Caro energia che si ripercuote sui costi e anche sulle possibilità di investimenti esteri in Italia.
«Basta guardare alla differenza rispetto ad altri Paesi.
Troppi i rimpalli di competenze tra Stato, Stati e Commissione. Intanto l’extra costo è divenuto strutturale, tramutandosi in una grandissima difficoltà per le aziende manifatturiere. C’è poi tutta la situazione inflazionistica, per cui il costo energetico ha colpito non solo le aziende, ma pure le famiglie».