I fondi per l'agricoltura sbloccano il Mercosur

Scritto il 08/01/2026
da Gian Maria De Francesco

Pac, con 45 miliardi in più imprenditori tutelati. Lollobrigida: "Pronti a dire sì ma solo se garantiti"

Il rafforzamento della Politica agricola comune (Pac) nel nuovo Quadro finanziario pluriennale 2028-2034 non è soltanto una scelta di bilancio, ma la chiave tecnica che sta consentendo all'Ue di avvicinarsi alla firma dell'accordo commerciale con i Paesi del Mercosur. Ieri pomeriggio la Commissione ha convocato a Bruxelles una riunione con i ministri dell'Agricoltura dei Ventisette, ufficialmente dedicata alla competitività del settore, ma nei fatti incentrata sul dossier Mercosur.

Il punto di svolta è arrivato con la lettera inviata dalla Commissione agli Stati membri, nella quale l'esecutivo si dice disponibile ad anticipare già dal 2028 i 45 miliardi di euro previsti dalla revisione di medio termine del Qfp. Una mossa che ha sbloccato la posizione italiana, fino a dicembre contraria alla firma per l'assenza di adeguate garanzie. Nel nuovo settennato la Pac potrà contare su una dotazione vincolata di 293,7 miliardi di euro, con una riserva di crisi raddoppiata a 6,3 miliardi e strumenti più rapidi per intervenire in caso di crolli dei prezzi o choc di mercato. Per l'Italia si tratta di circa 10 miliardi in più rispetto alla proposta originaria, scongiurando i temuti tagli lineari alle risorse per gli agricoltori.

È su questo paracadute finanziario che si fonda il sì condizionato dell'Italia. Lo ha spiegato il ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida, affermando che «se verranno certificate tutte le premesse di garanzia del nostro mondo produttivo, noi approveremo la sottoscrizione dell'accordo». Il nodo è tecnico: l'Europa impone ai propri agricoltori regole che aumentano i costi e «non puoi limitare la capacità di competere sui prezzi e allo stesso tempo consentire l'ingresso di prodotti che non rispettano le tue stesse regole». Il ridisegno della Pac serve proprio a compensare l'asimmetria. Da un lato, maggiori risorse per gli agricoltori dall'altro, una riserva di crisi. Non a caso Lollobrigida ha richiamato la necessità di una dotazione finanziaria che garantisca stabilità in caso di choc dei prezzi causa aumento dell'import, spiegando che «c'è un freno a mano che passa dal dieci all'8%, ma che per noi dovrebbe essere riportato al 5%».

Sulla stessa lunghezza d'onda Filiera Italia, che vede nell'incremento dei fondi un successo del governo che ha «evitato il taglio del 25% delle risorse Pac che vengono aumentate a 400 miliardi di euro». Per l'ad Luigi Scordamaglia si tratta di un «risultato fino a pochi giorni fa inimmaginabile», ma ora la priorità è trasformare l'impegno in «un testo legale blindato che ci garantisca rispetto a possibili giravolte» della Commissione, riducendo la discrezionalità degli Stati membri. Fondamentale, per l'associazione, è anche l'azzeramento delle tasse sull'import dei fertilizzanti per frenare i costi di produzione.

La linea italiana ha puntato così a trasformare il Mercosur da rischio incontrollato a sfida gestibile. Con una Pac più robusta e tutele finanziarie certe, l'accordo non viene più percepito come una minaccia, ma come un'operazione accompagnata da strumenti di tutela del comparto agricolo.