La confessione del barista pentito: "Nessuna regola rispettata al Costellation". La procura di Roma avvia un'indagine per omicidio colposo e incendio

Scritto il 08/01/2026
da Federico Garau

Gaëtan T., bar tender del Constellation, aveva capito che molte cose non andavano all'interno del locale: ecco che cosa ha confessato alla tv francese. Intanto, la Procura ha aperto un fascicolo di indagine relativo alla strage di Capodanno

Molte cose non andavano bene al locale Le Constellation, e forse, denunciandole prima, il terribile incidente che ha portato alla morte di 40 persone non sarebbe mai avvenuto; sono sconvolgenti le parole di Gaëtan T., giovane barista che lavorava al locale. Il 28enne ha fornito dettagli cruciali sulle presunte irregolarità gestionali che avrebbero aggravato la tragedia.

Gaëtan, che lavorava come bar tender del locale, aveva capito in anticipo che la situazione era realmente pericolosa. Avrebbe voluto andarsene, invece quella terribile notte era ancora lì, al Le Constellation. I proprietari, del resto, lo avevano da poco assunto con un contratto stagionale, e desideravano che lui restasse almeno fino a dopo le feste. A raccontare la storia è il padre del giovane barista, intervistato dalla televisione francese BFMTV. "Mio figlio Gaëtan mi ha chiamato una settimana prima di Natale. Mi ha detto: 'Papà, torno a casa, qui non va bene nulla. Non mi aspettavo una situazione del genere, ci sono molte carenze'. Si riferiva in particolare a ragazzi molto giovani che frequentavano il locale, alla mancanza di controlli", ha riferito l'uomo.

Non si tratta, fra l'altro, della prima testimonianza di dipendenti o ex dipendenti del Constellation. Adesso Gaëtan si trova ricoverato in un ospedale di Parigi. Il giovane ha passato prima quattro giorni al centro ustionati di Losanna, poi è stato trasferito nella capitale francese, dove le sue condizioni rimangono serie. Gaëtan, infatti, ha avuto anche delle complicanze polmonari a causa dei fumi inalati. La prognosi è riservata, i medici non parlano.

Il padre del ragazzo è pieno di dolore e di rabbia. In primo luogo, nessuno lo aveva informato della situazione. Jacques Moretti e Jessica Maric, gestori del Constellation, non si sono mai fatti sentire. "Sono stati loro a insistere perché rimanesse almeno fino a dopo le feste di Natale, era il bar tender, aveva un incarico importante, hanno fatto pressioni. Ma Gaëtan voleva andarsene", ha ribadito l'uomo.

Stanno arrivando sempre più testimonianze che confermano la pericolosità del locale. Una vera e propria trappola mortale. Il posto era fuori legge, non rispettava le basilari norme di sicurezza. Nel locale venivano serviti alcolici a minorenni senza controlli rigorosi sull'età. Esisteva un ingresso secondario dal quale venivano fatti entrare clienti oltre la capienza consentita (100 persone massimo per il piano interrato). Non vi erano uscite sicure. I minorenni avrebbero dovuto lasciare il locale dopo le 22.00, ma ciò non accadeva. Tutti elementi confermati dal 28enne. Eppure le regole che vigono nel cantone Vallese sono chiare: è prevista anche una multa salatissima per i trasgressori, ben 50mila franchi svizzeri. Ma non è bastato, anche perché al Le Constellation non venivano fatti controlli.

A confermare la situazione sono gli stessi clienti. "Per fare serata al Constellation c'erano molti modi", ha ammesso un ragazzo molto giovane. "Se eri piccolo, bastava entrare prima delle 22 e poi nessuno ti mandava via. Alcuni di noi avevano il codice di una porta condominiale, che portava direttamente alla veranda, così saltavi il controllo del buttafuori. Raramente chiedevano i documenti".

Il risultato è stato l'orrore che si è consumato la notte del 31 dicembre. Nel locale si trovavano ben 400 persone, fra le quali moltissimi minorenni. Le 40 vittime, di fatto, sono giovanissime.

La procura di Roma avvia un'indagine

Intanto, la Procura di Roma ha aperto un fascicolo di indagine relativo alla strage di Capodanno. Nel procedimento si procede per omicidio colposo e incendio. Il procedimento è stato avviato dai pm della Capitale che, di norma, hanno competenza per episodi che coinvolgono cittadini italiani all'estero. In base a quanto si apprende, la Farnesina ha inviato a piazzale Clodio una comunicazione relativa a quanto avvenuto a Capodanno a Crans-Montana. Massimo il riserbo da parte degli inquirenti che delegheranno le indagini alle forze dell'ordine.