Colpo per prosciugare le risorse di Putin e Xi (ma può saldare l’asse)

Scritto il 08/01/2026
da Gian Micalessin

Così Trump prova a tagliare i commerci cinesi e i fondi con cui la Russia fa la guerra a Kiev

Da ieri pomeriggio il blitz venezuelano dell'Amministrazione Trump ha una nuova dimensione. Assai più globale. E assai più inquietante. Per capirlo basta guardare quanto successo nelle acque dell'Atlantico settentrionale. Lì - quasi 7mila chilometri a nord ovest dalle coste venezuelane e a poche centinaia da quelle scozzesi - navi ed elicotteri americani hanno abbordato e sequestrato - dopo due settimane d'inseguimenti - la petroliera battente bandiera russa «Marinera».

La mossa apre un partita che finisce con il legare il destino di Caracas a quello dell'Ucraina. E a rendere pericolosamente teso il rapporto tra Casa Bianca e Cremlino. Anche perché la caccia alla «Marinera» è il prologo di una doppia campagna dell'Amministrazione Trump. Una campagna rivolta da una parte ad imporre a russi e cinesi il rispetto dell'assoluto dominio Usa sull'Atlantico e dall'altra a bloccare o ridimensionare i commerci di quella «flotta fantasma» con cui Mosca s'è fatta beffe delle sanzioni. Ma il doppio obbiettivo rischia d'innescare un pericolosa escalation. Da una parte infatti azzoppa i commerci fondamentali per un economia cinese che punta a mercati e risorse dell'America Latina. Dall'altra punta a togliere al Cremlino le risorse indispensabili per proseguire la guerra in Ucraina. Insomma l'«imperium» americano sull'Atlantico rischia di rendere ancor più solida l'alleanza Mosca Pechino e più complessa la pretesa trumpiana di togliere alla Cina le risorse russe. In questo nuovo corto circuito anche i rapporti Mosca Washington rischiano di raggiungere nuovi picchi di criticità. La cosiddetta «flotta fantasma» assemblata dalla Russia mettendo insieme 1400 vecchie carrette dei mari - tra cui 600 petroliere battenti le più disparate bandiere - ha consentito a Mosca di continuare ad esportare le sue materie prime e il suo petrolio.

Stando alle stime delle intelligence occidentali nel 2025 le petroliere della flotta fantasma avrebbero trasportato circa 3,7 miliardi di barili di greggio garantendo il 6580% delle esportazioni di greggio russo per via marittima. E proprio le entrate assicurate da quella flotta avrebbero permesso d'ignorare le richieste di un cessate il fuoco. Dunque l'abbordaggio della «Marinera» rappresenta con tutta probabilità il via libera di Trump ad un più aggressivo tentativo di spingere Putin ad accettare il cessate il fuoco. I sintomi di un irrigidimento capace di trascinare Mosca e Washington ad un confronto sempre più serrato si era già percepito mercoledì sera. A Parigi Steve Witkoff, e Jared Kushner s'erano dimostrati insolitamente disponibili nei confronti della proposta anglo francese d'inviare truppe in Ucraina per garantire un cessate il fuoco. E a questo s'aggiungevano ieri pomeriggio le dichiarazioni del governo britannico assai esplicito nel far capire di aver partecipato, d'intesa con gli americani. al sequestro della petroliera battente bandiera russa.

Ma nei gorghi della contrapposizione Trump Putin la strada della pace rischia di trasformarsi in «escalation» riportando la tensione tra Stati Uniti e Russia ai livelli dell'era Biden. Un'involuzione che né Washington, né Mosca sembrano nascondere. La prontezza con cui Mosca condanna l'abbordaggio avvertendo che «nessuno Stato ha il diritto di usare la forza contro altre navi», segnala l'irritazione del Cremlino. Un'irritazione di cui Trump sembra compiacersi. «Senza il mio coinvolgimento - scrive su Truth - la Russia ora avrebbe tutta l'Ucraina l'unica nazione che Cina e Russia temono e rispettano sono gli Stati Uniti ricostruiti da DJT Donald J. Trump». Alla resa dei conti, il blitz di Trump in Venezuela anziché imporre la teoria delle reciproche sfere d'influenza e regalare l'Ucraina a Putin e Taiwan a Xi Jinping sembra rilanciare l'escalation. E moltiplicare la tensione globale.