L'ultima bufala di Sigfrido Ranucci: la chat omofoba è manipolata. Va in scena l'ennesimo tentativo disperato del conduttore di Report, che torna ad attaccare Il Giornale per aver rivelato le conversazioni tra lui e la pompeiana Maria Rosaria Boccia in pieno affaire Sangiuliano. Il frontman della trasmissione di Rai3, che da giorni ha preso di mira il direttore Tommaso Cerno, dal metaverso della sua pagina Facebook rimanda al mittente i deliri sulla lobby gay, accusandoci di aver snaturato il significato dei suoi messaggi omofobi con Lady Pompei, a causa dell'omissione di una frase che, secondo il giornalista, darebbe tutt'altro senso alle sue parole. E allora ecco il testo integrale, con il dettaglio in più. Sono le 21.29 del 17 settembre 2024, in pieno caos dopo le dimissioni dell'allora ministro Gennaro Sangiuliano rassegnate l'8 settembre. "Ho visto Cerno all'Aria che tira... è davvero scandaloso", è il whatsapp della Boccia. "Quello è un altro del giro... amico di Marco Mancini... giro gay, pericolosissimo", scrive testualmente Ranucci. "Come Signorini", aggiunge lei. "Sì", replica il conduttore. "E il signor B.", esclama l'imprenditrice. "E Giletti", sottolinea lui. "Esatto", conclude lei. Ora, al netto di supercazzole, la comprensione del testo è la base della scuola di giornalismo e, pertanto, dovrebbe quantomeno distinguersi per spirito di verità dalla commedia dell'arte. Ma forse troppi ascolti tv devono aver reso il conduttore suscettibile alle luci della ribalta, visto il filo logico narrativo del suo post, un mix tra corsa al consenso del suo pubblico e caccia alle streghe a destra. E le streghe, ovviamente siamo noi: il governo, che chiede chiarimenti sulle chat tra lui e la Boccia, il nostro editore Angelucci, che non può che essere il mandante della campagna contro l'Olimpo di Report, il direttore Cerno, più un agente all'Avana per conto dei servizi, e chiaramente chi scrive, amica del Sarchiapone, visto che quel Marco Mancini è l'ossessione di Report fin dai tempi dell'incontro con Matteo Renzi all'Autogrill. È tutto nel post di Ranucci, che ultimamente, dopo l'inchiesta flop sul governo che non spiava i magistrati, deve essere finito in una sorta di loop di natura narcisistico-persecutoria. "LE CHAT PUBBLICATE DA CERNO SUL GIORNALE MANIPOLATE: HA TOLTO RIFERIMENTO ALL'EX AGENTE SEGRETO MARCO MANCINI. PERCHÉ? PER CHI LAVORA CERNO?", scrive a caratteri cubitali Ranucci, il quale è convinto che le chat "sono state riportate in maniera parziale, se non manipolate", perché "è stato tolto dalla chat il nome di un personaggio legato ai servizi segreti, Marco Mancini, amico di Cerno e della Cavallaro, che ha rapporti parentali con uomini dei servizi e che avrebbe spiegato il mio riferimento a Giletti, che nulla aveva a che fare con frasi omofobe che mi sono state attribuite". Eppure quel nome non cambia un bel niente rispetto al delirio sull'esistenza della lobby gay. RC
