Il balletto di Parisi con il "fronte del no"

Scritto il 08/01/2026
da Stefano Zurlo

Conoscevamo il suo amore per i balli di gruppo. Giorgio Parisi, fisico che il mondo ci invidia e premio Nobel nel 2021, ha confessato di aver scoperto la danza - fra l'altro la pizzica e i balli greci - dopo i cinquant'anni e di aver faticato perché all'inizio non riusciva ad andare a tempo. A quanto pare, segue invece con grande disinvoltura il mainstream a proposito della separazione delle carriere. Lui che ha studiato con intuizioni folgoranti quella che gli iniziati chiamano la fisica del disordine, ripete invece come un portavoce le tesi dell'Anm e ieri si è schierato con il fronte del no, in vista del prossimo referendum. «Questa - ha spiegato a Repubblica - è una riforma che non mette completamente fine all'indipendenza della magistratura ma la indebolisce: questo è chiaramente il motivo per cui la legge è stata fatta».

Insomma, il raffinato studioso si sporge dal palcoscenico dei media come fosse un tribuno della Cgil o un vecchio partigiano dell'Anpi.

E non si capisce da dove abbia pescato con tanta sicurezza quel «chiaramente», riferito alle presunte intenzioni malandrine della maggioranza. Forse, ad essere colpito è più il partito delle toghe , insomma la loro proiezione pubblica, spesso in polemica con il Palazzo. Sfumature.

Parisi porta nel suo zaino frammenti di un laicismo un po' datato, da Porta Pia, e prese di posizione militanti che la dicono lunga sui suoi orientamenti: nel 2016 è con il Fatto Quotidiano contro Matteo Renzi nella consultazione promossa dall'allora premier, nel 2008 si mette l'elmetto con la pattuglia degli accademici che sbarrano la Sapienza a Benedetto XVI. Una pagina incredibile di storia patria, in un malinteso senso della separazione dei poteri.

Oggi il ritornello si ripete, questa volta non ce l'ha con il Vaticano ma è sempre in prima linea: «È importante difendere la divisione dei poteri dello Stato». « Prima di essere uno scienziato - è il suo ragionamento - sono un cittadino». E prima di essere un cittadino, si presenta come attivista. Si è impegnato con i comitati per Romano Prodi ed è stato fra i fondatori di Sinistra ecologia e libertà.

Ecco oggi la laurea honoris causa in dietrologia. Manca giusto l'evocazione di Licio Gelli. Al prossimo giro di valzer.