L'ira della Meloni: "Lo Stato non arretra"

Scritto il 31/01/2026
da Francesca Galici

Il governo compatto ha condannato lo scempio compiuto da Askatasuna e dai suoi sodali a Torino: "Non siamo di fronte a manifestanti, ma a soggetti che agiscono come nemici dello Stato". Mattarella chiama il ministro dell'Interno

Le immagini del poliziotto accerchiato, picchiato e preso a martellate dagli antagonisti sono destinate a far parlare ancora a lungo. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha chiamato il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, per chiedergli di trasmettere la sua solidarietà all'agente aggredito e a tutti gli agenti delle forze dell'ordine che hanno subito violenze.

"Difendere la legalità non è una provocazione: è un dovere. Lo Stato non arretra di fronte alla violenza di finti rivoluzionari abituati all'impunità e sta, senza ambiguità, dalla parte di chi indossa una divisa, di chi fa informazione e di chi rispetta le regole della convivenza civile", ha dichiarato Giorgia Meloni in un lungo post condiviso sui social, dove ha pubblicato anche il video dell'agente malmenato. "Questi non sono dissenso, né protesta: sono aggressioni violente con l’obiettivo di colpire lo Stato e chi lo rappresenta. E per questo devono essere trattate per ciò che sono, senza sconti e senza giustificazioni", ha aggiunto il premier, sottolineando che "il Governo ha fatto la sua parte, rafforzando gli strumenti per contrastare l’impunità. Ora è fondamentale che anche la magistratura faccia fino in fondo la propria, perché non si ripetano episodi di lassismo che in passato hanno annullato provvedimenti sacrosanti contro chi devasta le nostre città e aggredisce chi le difende".

Il presidente del Consiglio ha poi difeso il sequestro dell'immobile occupato abusivamente da Askatasuna, pretesto per i disordini di oggi, parlando di "sgombero legittimo di un immobile occupato illegalmente è stato usato come pretesto per scatenare violenze, incendi, lanci di bombe carta e aggressioni organizzate, fino a colpire un blindato della polizia. Le immagini dell’agente aggredito parlano da sole: non siamo di fronte a manifestanti, ma a soggetti che agiscono come nemici dello Stato". Molto duro anche l'intervento di Ignazio La Russa, che ha condannato "la violenza perpetrata a Torino da numerosi delinquenti contro gli agenti delle forze dell'ordine e una troupe della Rai. Quanto successo è estremamente grave e mi auguro che i responsabili vengano prontamente individuati. Ai feriti giungano i migliori auguri di pronta guarigione". Il ministro Tajani si è detto "indignato da queste immagini che arrivano da Torino. Come si può prendere a martellate qualcuno? Per di più un poliziotto in servizio. Questi sono i figli di papà, i facinorosi e vigliacchi dei centri sociali. Mi stringo a tutte le forze dell'ordine, a chi con grande sacrificio e senso del dovere rappresenta lo Stato e le Istituzioni" mentre il ministro Salvini ha dichiarato che "delinquenti quelli di Askatasuna: peggio di loro c'è solo chi li difende, coccola, giustifica o protegge. Solidarietà alle donne e agli uomini delle Forze dell'Ordine, avanti tutta con arresti, sgomberi e nuovo pacchetto sicurezza".

Il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi e Vittorio Pisano, capo della Polizia hanno sentito al telefono l'agente aggredito, e il ministro nella sua dichiarazione molto dura ha parlato di "infame pestaggio di un poliziotto da parte di questi squadristi rossi" che "confermano l'urgenza di ricorrere a nuovi e più forti strumenti per sconfiggere i violenti e i delinquenti che si nascondono dietro i movimenti ed il diritto di manifestare". E ha voluto giocare d'anticipo con la solita sinistra, sostenendo che "anche in questa occasione, ascolteremo a sinistra ipocriti e surreali ragionamenti tesi a minimizzare le responsabilità di questi delinquenti. Ci saranno i consueti distinguo tra la bontà della causa per cui si è manifestato rispetto a pochi manifestanti intemperanti che vanno 'compresi' ma non condannati. Probabilmente oggi come ieri per qualche benpensante vanno difesi perché, anche se sbagliano, sono pur sempre compagni di lotta". Anche il ministro della Difesa Crosetto si è concentrato sulle immagini, dichiarado che "uesti non sono manifestanti. Non sono nemmeno delinquenti. Questi si comportano da nemici, da terroristi, da guerriglieri, vogliono fare male, sono spinti dall'odio. Se avessero altre armi le userebbero. E allora vanno trattati per quello che sono, senza sconti, senza alcun tipo di attenuante". Il ministro dell'Istruzione Valditara ha aggiunto: "Una banda di delinquenti ha aggredito barbaramente un poliziotto, assaltato le forze dell'ordine e messo a soqquadro una città. Solidarietà a chi difende la nostra sicurezza. Nessuna tolleranza per questi eversori dell'ordine pubblico".