Di riffa o di raffa, l’Inter non sbaglia ed allunga nei confronti del Napoli. La gara al Tardini che ha visto i nerazzurri vincere con lo scarto minimo grazie alla più classica rete dell’ex non è stata una delle più convincenti prestazioni dell’undici di Chivu ma basta per non lasciarsi sfuggire l’occasione di aumentare di due punti le distanze dai partenopei, bloccati al Maradona dall’Hellas Verona. In un primo tempo dominato per lunghi tratti dagli ospiti, l’undici di Cuenca riesce comunque a rimanere in partita, colpendo una traversa nel primo tempo.
Altrettanto imprecisi i nerazzurri, che, dopo le traverse di Bisseck e Pio Esposito passano in vantaggio con la rete di Federico Dimarco nel finale del primo tempo. Nella ripresa l’Inter non spinge più di tanto ma crea comunque un paio di grosse chances sprecate nel giro di pochi minuti prima da Sucic e poi da Lautaro. In pieno recupero, poco dopo esser entrato in campo al posto di Lautaro, Bonny segna la rete del raddoppio toccando il pallone con la mano. A chiudere i conti al 97’ la rete in contropiede di Marcus Thuram. Alla fine arriva comunque una vittoria importante: al Milan di Allegri il compito di rispondere colpo su colpo e non far scappare l’Inter.
Pali, traverse, poi ci pensa Dimarco
Il girone di ritorno della capolista Inter inizia dal Tardini e dall’incrocio con il passato di Cristian Chivu, che per l’occasione decide di concedere un po’ di riposo a Marcus Thuram e puntare su Pio Esposito come spalla del capitano Lautaro Martinez. Al pronti via sono subito i nerazzurri ad avere in mano il pallino del gioco ma i ducali pressano e cercano di approfittare al meglio di ogni errore degli ospiti per scatenarsi in contropiede. L’Inter è più costante nel proporsi in avanti ma, almeno per i primi dieci minuti, ogni azione offensiva incappa o in un errore o in una respinta della difesa. Tra gli emiliani, Mateo Pellegrino è il crocevia di ogni azione ma le due linee difensive fanno buona guardia, frustrando ogni tentativo. La situazione cambia di colpo poco prima del 15’ quando prima Corvi abbranca senza grossi problemi il colpo di testa di Pio Esposito, poi è costretto ad una parata non semplice sulla cannonata di Bisseck, neutralizzata con l’aiuto della traversa. Ancora più grande l’occasione che capita dalle parti di Lautaro un paio di minuti dopo: ottimo il cross dalla destra ma il Toro stavolta si coordina male e spedisce il pallone di testa sopra la traversa. L’Inter prova ad aumentare la pressione e si affida al tiro da fuori dello specialista Calhanoglu: la conclusione al 21’, però, viene deviata in calcio d’angolo. Il ritmo tutto sommato gestibile della partita va molto a genio ai crociati, che si portano con più regolarità dalle parti di Sommer, pur senza riuscire mai a creare vere e proprie palle gol.
Se i nerazzurri provano quasi sempre con tiri dalla distanza, alla mezz’ora una ripartenza del Parma crea un’occasionissima per i padroni di casa: contropiede sulla sinistra e cross di Valeri che trova Ondrejka lasciato colpevolmente solo dalla difesa. Bella stilisticamente la girata al volo dello svedese ma la mira non è delle migliori, visto che il pallone si stampa sull’incrocio dei pali. La risposta dei nerazzurri arriva due minuti dopo ed è una fotocopia quasi perfetta dell’occasione del Parma: anche stavolta un traversone da fuori che arriva a Pio Esposito che sta andando a terra ma riesce comunque a inventarsi una mezza girata da distanza ravvicinata. Il pallone, però, s’infrange sulla traversa. L’Inter aumenta la pressione, aprendo spazi interessanti al contropiede emiliano: peccato che, ogni volta che si portano in avanti, gli attaccanti parmigiani sbaglino sempre l’ultimo passaggio. Il finale del primo tempo vede un po’ di nebbia ad abbassare la visibilità al Tardini ma il Parma sembra in grado di contenere le proiezioni offensive dell’undici di Chivu. La situazione cambia di colpo al 42’, quando tocca ad un ex di giornata segnare la rete del vantaggio dell’Inter. Azione che parte dalla sinistra da Dimarco, il cui cross viene girato in porta da Pio Esposito: la difesa respinge ma proprio dalle parti dell’ex Parma, che fa partire un rasoterra velenoso da posizione angolatissima che passa sotto le gambe di Corvi. Il guardialinee alza la bandierina e Colombo annulla la rete, in attesa del silent check del Var: ci vogliono un paio di minuti ma, alla fine, l’arbitro comasco convalida la rete all’Inter.
Inter in controllo, finale rocambolesco
Al rientro in campo dopo l’intervallo, nessun cambio sia nelle formazioni che nel canovaccio della partita: Inter che attacca con convinzione per chiudere al più presto i conti, Parma che si difende con ordine, pronto a colpire in contropiede alla prima occasione. La partita fatica ad ingranare, come già successo nel primo tempo e ci vuole qualche minuto di troppo prima di vedere un’azione offensiva degna di questo nome. Dopo una serie di attacchi frustrati da errori prima di entrare in area, Bisseck si scatena sulla destra e, entrato in area dalla destra, fornisce un gran pallone all’accorrente Sucic, che tira in corsa di prima intenzione. Bello il tiro del croato ma ancora migliore la parata di Corvi, che salva ancora la porta dei padroni di casa. Invece di alzare il ritmo e andare a caccia del pareggio, l’undici di Cuenca preferisce lasciare l’iniziativa ai nerazzurri senza sbilanciarsi troppo, sperando in un calo fisico nel finale dell’undici di Chivu. Con la nebbia che s’infittisce, la qualità dello spettacolo offerto agli spettatori del Tardini cala vertiginosamente, come sottolineato da qualche fischio indirizzato alle squadre in campo. Cuenca decide di scuotere i suoi al 62’: fuori Ondrejka ed Oristanio, dentro Ordonez e Almqvist ma a fare la partita rimane sempre l’Inter, anche se in maniera un po’ troppo compassata.
Se il tiro di Mkhitaryan è potente ma non abbastanza angolato da ingannare l’attento Corvi, al 68’ Sucic si trova tra i piedi la palla del raddoppio: il croato è praticamente da solo in area ma si complica maledettamente la vita, inciampando sul pallone prima di spedirlo sul fondo. Chivu ne ha abbastanza e decide di richiamare lui e l’ammonito Calhanoglu in panchina per dare una ventina di minuti a Barella e Zielinski. Considerato che gli attacchi estemporanei del Parma non riescono quasi mai a trovare spiragli buoni nella retroguardia nerazzurra, Cuenta si gioca anche la carta Cutrone ma la partita continua a farla l’Inter. Dopo l’ingresso in campo di Thuram al posto di un positivo Pio Esposito, un pallone riconquistato da Dimarco scatena la ripartenza interista: Lautaro avanza palla al piede ma, arrivato al limite, non passa il pallone su Thuram ma tira in porta in maniera poco convincente. Alla lunga, però, la difesa dell’Inter non riesce a tenere alta la tensione, concedendo una grossa chance ai padroni di casa: all’87’ niente male il cross di Britschgi dalla destra diretto dalle parti dell’ex milanista Cutrone ma Bisseck capisce tutto e gli toglie la sfera un attimo prima che tiri in porta. Recupero segnato da due reti per gli ospiti: prima Bonny recupera un pallone, scarta tutti e segna alla sua ex squadra per poi vedersi annullare la rete per un tocco di mano, poi, con il Parma rovesciato in avanti alla ricerca disperata del gol del pareggio, Thuram conclude alla grande un contropiede fissando il punteggio sul definitivo 2-0.
Il tabellino
PARMA (4-3-2-1): Corvi; Britschgi, Delprato, Circati, Valeri; Bernabé (76’ Estevez), Keita (86’ Cremaschi), Sorensen; Ondrejka (62’ Ordonez), Oristanio (62’ Almqvist); Pellegrino (76’ Cutrone). Allenatore: Carlos Cuesta
INTER (3-5-2): Sommer; Bisseck, Akanji, Carlos Augusto; Luis Henrique (84’ Acerbi), Sucic (69’ Barella), Calhanoglu (69’ Zielinski), Mkhitaryan, Dimarco; Esposito (79’ Thuram), Lautaro Martinez (84’ Bonny). Allenatore: Cristian Chivu
Marcatori: 42’ Dimarco (I), 90+7’ Thuram (I)
Ammoniti: 34’ Calhanoglu (I), 90+1’ Carlos Augusto (I)
Arbitro: Andrea Colombo (Como)
