La carovana della Dakar continua la corsa verso il nord dell'Arabia per una notte sotto le stelle. Tappa 4 e prima parte della marathon, i piloti hanno cercato di preservare mezzi e fisico perché all'arrivo non c'erano i team di assistenza. La tensione sale tra i pro che si giocano la vittoria. Per Andrea invece non cambia molto. 30 anni, trevigiano, ha scelto per il debutto la malle moto la banda della cassa -, la categoria senza team d'assistenza, dove sei solo in tutto. La sua vita nel rally effetti personali, attrezzi e ricambi - è infatti racchiusa in una cassa di ferro di 80 litri (foto). Pochi fronzoli, zero comodità. Andrea Gava ha scelto la via più dura: fedele allo spirito delle origini e con un occhio al budget comunque già importante (oltre 40mila ). "Tutto nasce dalla passione per la moto e il deserto. Questa corsa ti spinge a sfidare il limite. Sono curioso di vedere come reagirò tappa dopo tappa", racconta mentre in ginocchio continua la manutenzione sulla moto. Non c'è tempo da perdere: ogni minuto guadagnato può essere dedicato al riposo.
Ma c'è una ragione più profonda, quasi mistica, che anima questi avventurieri? "Attraversando canyon e plateau infiniti mi sono posto la stessa domanda senza trovare risposta", confessa, "sarà che siamo sempre alla ricerca di quel qualcosa che ci manca. Chilometro dopo chilometro, lo cerchiamo dentro di noi. Spero di finire questa Dakar per completare il puzzle". Nessuno torna lo stesso da un'avventura lunga 8mila km tanto spietata. Gava è uno tosto, lo si sapeva: per classificarsi per la Dakar è partito alla volta del Rally del Marocco in moto dalla sua Cordignano (Tv). Un'impresa di oltre 5.000 km tra trasferimento e gara. Oggi la sfida più grande: scavarsi dentro per scoprire se stessi. 4ª TAPPA Il sudafricano Lategan (Toyota) ha dominato nelle auto, conquistando anche la testa della generale. Nelle moto, tripletta Honda, vittoria e 1° nella generale lo spagnolo Schareina.
