Antonio Conte e il Napoli sono usciti allo scoperto. Il trasferimento del tecnico pugliese al club Italia per avviare in azzurro il dopo disastro di Zenica è operazione graditissima a entrambi. A rendere pubblico il proposito sono stati i diretti interessati, con un sincronismo che sa di piano di comunicazione concordato. Antonio Conte ha parlato lunedì notte subito dopo la sfida vinta 1 a 0 contro il Milan di Allegri. Una frase soltanto secca, perentoria per lanciare la propria candidatura: "Se fossi il presidente della futura federcalcio mi prenderei in considerazione". A qualche ora di distanza, dall'altra parte dell'oceano, Aurelio De Laurentiis (nella foto) gli ha fatto eco con una dichiarazione dello stesso segno. "Se Conte mi chiedesse di liberarlo per tornare Ct, penso che gli direi sì". Chiusura del cerchio, allora. Con una serie di molti ma e qualche però. Perché il passaggio fondamentale resta l'eventuale elezione del presidente federale successore di Gabriele Gravina. Eventuale perché, dagli schieramenti che si profilano all'orizzonte, c'è il rischio che il 22 giugno, giorno dedicato all'elezione, si possa verificare uno stallo, cioè due o più candidati incapaci di raggiungere il quorum indispensabile per essere eletto (51% dei voti).
Tale scenario è quello più gradito ad Abodi, ministro per lo sport, e al governo i quali spingono per la nomina di un commissario che possa procedere, contestualmente, alle riforme di cui ha bisogno il sistema. Di qui la cautela con cui il presidente della Lega serie A Ezio Simonelli sta preparando l'appuntamento di lunedì 13 aprile dedicato appunto all'indicazione di un eventuale candidato (Malagò il preferito). Qui emergono le prime defezioni: Lotito è per il commissario, l'Udinese indisponibile ad appoggiare la candidatura di Malagò. Allora per evitare incidenti di percorso, lunedì prossimo non ci sarà alcuna nomination mentre l'eventuale scelta a maggioranza sarà rinviata all'assemblea, già fissata, del 13 maggio, a Roma in coincidenza con la finale di coppa Italia.
Anche nella lega dilettanti si sarebbe aperta una crepa nei confronti del presidente Giancarlo Abete: la presidente del comitato lombardo che è poi il più grande, Valentina Battistini, non sarebbe schierata sulle posizioni di Abete.
