In una fase di tensioni crescenti nello Stretto di Taiwan, le forze armate taiwanesi hanno confermato l’esistenza di un piano di emergenza segreto volto a garantire la protezione del capo dello Stato, mentre Pechino accelera i preparativi militari. Il cosiddetto “Wan Chun Plan” prevede protocolli specifici per evacuare e mettere in sicurezza il presidente in caso di attacco improvviso o di operazioni di decapitazione militare, ovvero colpi mirati alle istituzioni politiche chiave di Taiwan. Negli ultimi mesi, Taiwan ha intensificato esercitazioni e coordinamenti con agenzie governative per consolidare la difesa dell’isola. I vertici militari sottolineano intanto la necessità di elevare la prontezza operativa e di aggiornare gli assetti difensivi, dagli interceptor aerei alle batterie costiere. Il piano è strettamente collegato all’approvazione di un ampio budget per la difesa, che comprende investimenti in sistemi di difesa anti-missile e in tecnologie di sorveglianza avanzata, destinati a rafforzare la deterrenza contro possibili attacchi cinesi.
Il piano di Taiwan
Secondo quanto riportato dal Taipei Times, le forze armate taiwanesi dispongono da tempo di piani di risposta per una vasta gamma di contingenze improvvise, compreso il protocollo “Wan Chun Plan”, menzionato durante un’audizione in parlamento. Il vice ministro della Difesa Hsu Szu Chien ha sottolineato che l’esercito coordina regolarmente esercitazioni con altre agenzie governative per garantire capacità di reazione in scenari estremi, inclusi attacchi rapidi volti a destabilizzare la leadership politica di Taipei.
La proposta di bilancio è al centro di un acceso dibattito parlamentare: il partito di governo, il Partito Democratico Progressista, sostiene un forte aumento delle spese per la difesa, mentre l’opposizione chiede maggiore trasparenza. Ogni ritardo nell’approvazione riduce le capacità di manutenzione, rifornimento di armi e carburante, e rallenta l’acquisto di sistemi chiave come i missili Harpoon e le capacità di precision strike. Nel contempo, Pechino continua a preoccupare il leader William Lai, ancor più dopo le recenti esercitazioni “Justice Mission 2025”, con un massiccio dispiegamento di aerei e navi intorno all’isola che ha aumentato la pressione strategica su Taipei.
Tensioni in aumento
Taiwan sta rafforzando le proprie capacità difensive anche grazie alla cooperazione internazionale, in particolare con Stati Uniti e Giappone, mentre il Congresso americano ha ribadito il sostegno alla sicurezza dell’isola. Lo stesso William Lai ha delineato piani per raggiungere un "elevato livello di prontezza" entro il 2027, anno in cui Pechino potrebbe intensificare le sue ambizioni sull’isola. Taipei promuove anche programmi di difesa civile e alleanze con gruppi locali per creare una resilienza nazionale integrata, con l’obiettivo di proteggere la popolazione e le infrastrutture strategiche contro minacce militari e ibride.
Intanto, la Cina ha inasprito i controlli sulle esportazioni verso il Giappone di prodotti a duplice uso, sia civile sia militare, in scia allo scontro diplomatico in corso tra Pechino e Tokyo. Il ministero del Commercio di Pechino ha riferito in una nota che le nuove misure hanno "effetto immediato". Nel mirino ancora la premier nipponica Sanae Takanichi per i giudizi "errati" rilasciati a novembre sulla questione di Taiwan, con i quali ha lasciato "apertamente intendere la possibilità di un intervento militare attraverso lo Stretto di Taiwan" nel caso di attacco cinese all'isola.
Le dichiarazioni contestate sono "una palese interferenza negli affari interni della Cina, violano gravemente il principio della Unica Cina e sono estremamente gravi per natura e impatto", ha detto un portavoce del ministero del Commercio in risposta a una domanda sulle motivazioni alla base della stretta.
